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Il diritto amministrativo: che cos’è e cosa fa l’avvocato amministrativista

Il diritto amministrativo – indice:

Il diritto amministrativo è quella branca del diritto pubblico che si occupa della disciplina delle amministrazioni e dei rapporti fra le amministrazioni pubbliche e i cittadini. Per comprendere dunque che cosa sia il diritto amministrativo bisogna preventivamente considerare come si svolge l’attività amministrativa e chi sono i soggetti che la svolgono, ovvero le amministrazioni.  L’attività amministrativa che qui interessa è quella che si dedica alla cura di interessi pubblici. Chi la esercita sono le persone giuridiche pubbliche e gli altri organi che, incaricati dai soggetti pubblici, ne curano gli interessi. Si tratta dunque di un’organizzazione amministrativa che si presenta come un’autorità che garantisce e tutela il benessere della comunità.

La pubblica amministrazione

L’organizzazione amministrativa di cui si è appena detto è incorporata dalla pubblica amministrazione. Questa esercita la funzione amministrativa ovvero tutte quelle attività necessarie alla tutela e alla cura degli interessi pubblici.

La più chiara definizione di pubblica amministrazione si ricava dal decreto legislativo 165/2001 che disciplina il lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.

L’articolo 1, primo comma, del decreto stabilisce che sono pubbliche amministrazioni:“tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti i del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300″.

Si tratta dunque di enti territoriali, enti pubblici, organi ed apparati dello Stato, ovvero autorità amministrative indipendenti.

Attività amministrativa e funzione amministrativa

Nello svolgimento delle proprie attività la pubblica amministrazione deve rispettare delle regole. A monte bisogna tuttavia distinguere due ipotesi in cui opera la pubblica amministrazione che distinguono l’esercizio di attività amministrative da quello della funzione amministrativa.

Il primo caso consiste nella tenuta di comportamenti o nell’assunzione di decisioni anche ponendo in essere atti giuridicamente rilevanti per il diritto privato (ad esempio la stipulazione di contratti). Ai fini di tale diritto la pubblica amministrazione si trova sullo stesso piano dei soggetti privati.

La pubblica amministrazione invece svolge la funzione amministrativa quando agisce come autorità amministrativa. Può cioè porre in essere degli atti unilaterali che modificano la sfera giuridica dei soggetti a cui sono destinati. In questo caso si trova in una posizione di superiorità rispetto ai privati.

Da tale distinzione discende che nell’esercizio dell’attività amministrativa la pubblica amministrazione soggiace alle consuete norme di diritto privato. Nelle vesti di autorità amministrativa invece deve rispettare delle regole diverse orientate alla tutela dell’ordine pubblico. Ecco che si è venuto a formare il diritto amministrativo.

Il principio di legalità

L’attività amministrativa inoltre dev’essere esercitata nel rispetto del principio di legalità. Significa che tutti i poteri attribuiti alla Pubblica Amministrazione nonché gli scopi che tramite tali attività deve perseguire sono a questa indicati solo dalla legge. Sempre in base a tale principio non può nell’esercizio delle sue funzioni esulare da quanto la legge le riconosce come poteri.

Il principio di legalità amministrativa è sancito dalla Costituzione agli articoli 23, 42 e 97.

Il primo stabilisce che “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”. Il secondo riconosce nella legge il limite all’esercizio del potere attribuito alla pubblica amministrazione di espropriare la proprietà privata. Questo potere fra l’altro può essere esercitato solo per finalità di interesse generale. Il terzo riserva alla legge la facoltà di organizzare gli uffici pubblici nonché di prevedere modalità di accesso agli impieghi pubblici diversa dal concorso.